La nostra storia


Il gioco degli scacchi è sicuramente, t i più antichi, il più diffuso in tutto il mondo.

Probabilmente il gioco degli scacchi è stato inventato intorno al 300 d.C. nella regione nord occidentale dell’India, per essere introdotto in Europa dagli Arabi intorno l’anno 1.000. Del resto il termine “scacco matto” deriva da “Sah Mat”, che in arabo significa “Re ucciso”.

È ormai appurato che il gioco degli scacchi è una pratica che aiuta a migliorare le capacità mnemoniche ed intellettive e, con il costante esercizio della mente, riesce a conservarle nel progredire dell’età.

Chiamare gioco la pratica degli scacchi è, dunque, alquanto riduttivo poiché è da considerare uno sport pragmatico dell’intelligenza, sia quella di tipo matematico, sia quella cosiddetta spaziale, lega alla qualità della visualizzazione e dell’immaginazione. Non per niente la pratica degli scacchi è uno sport a tutti gli effetti, facente parte del C.O.N.I. al pari d’altre nobili attività agonistiche.

Il Circolo Scacchistico del Cusio è nato nel 1977 ad Omegna e si è costituito ufficialmente con uno statuto nel 1992 il quale, tra le altre cose, detta: “Il Circolo si propone di promuovere, propagandare ed incrementare il gioco degli scacchi, inteso come mezzo di formazione intellettuale e morale dei soci, promuovendo ogni forma d’attività agonistico-ricreativa”. E’ però già da molti anni addietro che i nostri soci più “anziani” si ritrovavano di sera per indimenticabili partite; tra gli altri il nostro Presidente Onorario Roberto Crolla o l’attuale Sindaco d’Omegna Alberto Buzio. Ora l’Associazione Sportiva Circolo Scacchistico del Cusio conta circa 40 iscritti, con soci a livello nazionale ed internazionale, di categoria magistrale, prima e seconda nazionale., con un’esperienza pluridecennale, è affiliato al C.O.N.I. ed ha sede ad Omegna in Via Manzoni 63, presso il Circolo Arci F. Ferraris, dove i soci si ritrovano abitualmente ogni venerdì alle ore 21,00; ma si gioca a scacchi anche presso il Forum Cafè d’Omegna, a Verbania presso l’Osteria “la Rosa Bianca” e a Borgomanero presso il bar Mainelli.

Di fatto le iniziative portate avanti dalla Nostra associazione sono molteplici: tra le altre si riesce ad organizzare mediamente, nel nostro territorio, cinque o sei tornei a livello nazionale. Il torneo più prestigioso è l’open semilampo che si svolge nel mese di novembre a Gravellona Toce, dedicato ad un nostro socio di gran prestigio morale ed intellettuale, scomparso prematuramente: Giampaolo Camona.

Nel 2000 il Circolo Scacchistico ha organizzato il torneo nazionale semilampo al Forum d’Omegna, che ha visto la partecipazione di grandi maestri nazionali ed internazionali.

La squadra del Circolo Scacchistico è formata da giocatori a livello nazionale e milita attualmente in serie C., dove ha ottenuto prestigiosi risultati a livello regionale e nazionale.

Oltre a questo devo dire che, attualmente, ad Omegna e Cireggio ci sono 3 scacchiere giganti gestite dal nostro Circolo e, periodicamente siamo in piazza ad insegnare il “nobil gioco” a chiunque voglia dilettarsi con cavalli, re e pedoni.

Abbiamo anche invitato ad Omegna, per dimostrazioni e lezioni, grandi maestri internazionali russi e slavi, che ci hanno portato le grand’esperienza e tradizione scacchistica dei Paesi dell’Est dove, da sempre, gli scacchi sono una materia di studio già dalle scuole elementari.

Il Circolo Scacchistico del Cusio, da anni, propone il gioco degli scacchi agli alunni delle scuole elementari e medie, inoltre vengono tenute da maestri qualificati lezioni presso la sede ad Omegna in Via Manzoni.

Il gioco degli scacchi è stato sempre accolto con entusiasmo dai ragazzi, ma anche dai responsabili scolastici che hanno saputo riconoscerne i valori squisitamente educativi ed hanno saputo coglierne la funzione socializzante, la funzione cognitiva e la funzione etica. Gli operatori scolastici sanno che gli scacchi possono essere utilizzati in età scolare come mezzo per lo sviluppo d’alcune capacità intellettive quali l’attenzione, la memoria, l’osservazione, il ragionamento, la comprensione, l’abilità, la logica.

Comunque, oltre agli obiettivi preposti, c’è né un altro non meno importante che non ha la pretesa di formare dei maestri, ma semplicemente trasmettere la passione per il “nobil gioco” ai bambini e farla trasferire alle loro amicizie; se poi emergeranno anche dei giovani talenti, ben vengano!